
“Invero, sono abbastanza perplesso da quanto letto in questi giorni ed anche meravigliato dalle presunte voci i corridoio. Mi piacerebbe sapere proprio da dove saltano fuori notizie così lontane dalla mia natura politica, tanto da apparire quasi tendenziose. Il fatto di essere un componente della minoranza e di essermi preso il carico, sino a questo momento, di essere la voce della dissidenza, di esprimere in prima persona, ed anche per gli altri, alcune difficoltà interne al partito o difetti di gestione, non significa di certo una volontà di lasciare il Pd, piuttosto l’intenzione di migliorarlo. Allo stesso modo le dichiarazioni della Picierno o di Ceceri che registrano eguale tenore, non significano una volontà di cambiamento. Insomma, i conflitti interni si segnalano proprio perché vanno sedati e rifiniti, questo il motivo per cui se ne parla e si manifestano pubblicamente le difficoltà, l’obiettivo è appianarle pur prendendo una posizione decisa.
Lungi da me dunque l’idea di un avvicinamento al centrodestra – cosa che mi fa davvero sorridere- all’Udc, all’Idv, o a qualsiasi altra linea politica. Come ho già potuto chiarire in altre circostanze, non amo tenere un piede in due scarpe, è una questione di coerenza e di attaccamento al gruppo. Voglio ripetermi, da sei anni in qua ho sempre manifestato una linea politica coerente, nessuna genuflessione verso presunti leader, perché non rientra nel mio carattere, ma rispetto e attenzione per i miei compagni di lavoro ed in più, per quanto mi riguarda, un impegno costante teso solo al benessere della mia terra e alla crescita del partito politico al quale appartengo. D’altra parte chi mi è vicino sa che la mia appartenenza al Partito Democratico di Caserta ha un peso bivalente, si dà e si riceve al fine di crescere e costruire insieme, qualsiasi sia la contingenza”.

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