mercoledì 2 dicembre 2009

Comune di Santa Maria Capua Vetere – Replica di Stellato a Giudicianni:


“Un atteggiamento incomprensibile e immotivato in fatti in cui non sono interessato. Il bene della città? Le priorità cittadine paiono del tutto disattese”.

“Per quanto mi riguarda, la condotta e le affermazioni del Sindaco di Santa Maria Capua Vetere, dott. Giancarlo Giudicianni, risultano del tutto incomprensibili e sfornite di qualsiasi aggancio a fatti concreti in qualsivoglia modo a me riconducibili.
Ho sempre pensato che l’Amministrazione dovesse lavorare in maniera coordinata con le forze politiche ed in particolare con il partito che aveva voluto l’espressione sindacale di Giudicianni.
Non sono in grado  quindi di comprendere quale sia il bene della città a cui si riferisce il Sindaco e che potrebbe perseguire soltanto in mia lontananza. I limitati strumenti della mia conoscenza e capacità logica non mi consentono di scrutare le profondità dell’altrui umano pensiero.

Non vi è dubbio alcuno però che l’avvocato Pappadia, rappresenti, insieme ad altri, una delle energie migliori dell’intero consiglio comunale. Le scelte di merito che ha operato in sede consiliare erano e sono frutto di un’attenta valutazione della vicenda afferente il fabbricato di via Latina; per quanto abbia potuto approfondire l’intera questione non mi sento di criticare né di disapprovare la valutazione che Pappadia ha fatto degli atti e dei comportamenti amministrativi, indubbiamente confusi e frutto di una gestione non certo tra le più chiare e lineari”.
Se non erro e se ho ben compreso -  continua Stellato - sarebbero stati stanziati fondi per una transazione con il Banco di Napoli, recuperandoli dai residui attivi di bilancio e non attraverso un’accensione di mutuo, come inizialmente previsto. In tale situazione di fatto, probabilmente, sarebbero andate riconsiderate le ragioni di una scelta relativa a tale transazione; il tutto poi in relazione ad una vicenda che già anni addietro era stata oggetto di sentenza penale.

Non me la sento, in egual misura di esprimere riserva alcuna sull’atteggiamento di chi, sulla base evidentemente di altre considerazioni a me non note, ha ritenuto di esprimersi favorevolmente alla proposta di delibera. In ogni caso si è trattato comunque di una libera e autonoma scelta di un consigliere comunale – ancorché a me particolarmente legato – che nulla ha a che vedere con i rapporti di natura politica fra i diversi soggetti istituzionali, quali il sindaco da un lato ed il sottoscritto, consigliere regionale dall’altro. Per quanto attiene al Revisore dei conti, dott. Vincenzo Carusone, non mi sembra che questi si sia mai sottratto ai suoi doveri istituzionali, avendo sempre espresso il proprio parere in modo corretto, analogamente a quanto fatto anche dagli altri componenti del Collegio. Non credo, peraltro, che siano corrette convocazioni ad horas di organi di natura tecnica.

Ciò, invero, mi porterebbe quasi a pensare che si sia invece trattato di un pretesto colto al volo, ma di certo è solo una supposizione, probabilmente infondata.
Per il resto, cosa dire, non ho mai dubitato che qualsiasi sindaco, anche il più sprovveduto, ritenga di operare per il bene della città. Il problema di fondo è comprendere cosa s’intenda per “bene della città” e soprattutto come s’intenda perseguirlo. Le priorità, a nostro avviso, si chiamano scuola, servizi, occupazione, vivibilità, commercio, verde pubblico e proprio non so quante e quali di queste iniziative siano in corso in tale direzione, data l’estrema lacunosità d’informazioni provenienti da tale amministrazione. Le impressioni soggettive poi, non credo interessino, almeno non in questo contesto”

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