mercoledì 20 maggio 2009

Ospedale Melorio – Nessun allarmismo su chiusura struttura

... o riduzione del personale. Stellato:”Il nosocomio sammaritano rientra a pieno titolo nella rete tracciata dalla legge 16. Abbiate fiducia nelle istituzioni”.

Dopo l’avvio del commissariamento dell’azienda sanitaria locale c’è sfiducia tra gli operatori della sanità. I timori di riduzioni, chiusura, declassamenti della struttura ospedaliera sammaritana fanno ancora da spauracchio. Il Consigliere regionale Giuseppe Stellato, da sempre in prima linea sulla questione sanitaria regionale e sammaritana in particolare, tiene a rassicurare la popolazione e il personale ospedaliero. 

- Consigliere, qual è al momento la situazione del Melorio, così come quella del Palasciano?

Sia il Melorio che il Palasciano rientrano a pieno titolo nella rete ospedaliera tracciata dalla legge 16 del 2008 con cui la Regione ha individuato fabbisogni ed esigenze dei presidi ospedalieri sul territorio. In base a tali disposizioni, che non sono superabili e in relazioni alle quali non risulta che vi siano provvedimenti tesi a modificare la situazione normativa, bisogna solo fare in modo che la struttura continui a costituire un punto di riferimento per l’intero territorio, recuperando in tal modo un rapporto di fiducia dei cittadini e dell’istituzione sanitaria”.

- Quali azioni istituzionali possono essere messe in atto per la salvaguardia di questa struttura?

Ciò che dobbiamo e possiamo fare è portare avanti una semplice interlocuzione tesa al rispetto di un testo di legge. Non credo che ricorra alcuno dei presupposti per ridurre la consistenza dell’ospedale in Santa Maria Capua Vetere. Peraltro è noto che vi sono delle situazioni all’avanguardia che vanno assolutamente tutelate; anche con il primo piano sanitario ospedaliero, si pose l’accento sull’unità di Senologia, sull’Utic, che tra l’altro consentiva anche la partecipazione alla rete di emergenza. Va poi detto che anche gli altri reparti forniscono risposte articolate e necessarie sul territorio, come ad esempio Ginecologia che ha un numero notevole di parti,  o ancora Chirurgia Generale e Medicina Generale che costituiscono il presidio di più diretto riferimento per la popolazione. E’ dunque da sconsigliare anche qualsiasi forma di riduzione del personale che deve essere avversata in quanto metterebbe a rischio il corretto funzionamento di una struttura che fra grosse difficoltà continua a fornire risposte adeguate e precise alla popolazione.

Voglio concludere con un invito alla popolazione e al personale sanitario: Bando agli inutili allarmismi, abbiate invece fiducia nell’ospedale e nelle istituzione perché la sanità pubblica non verrà mai eliminata dal territorio e noi ci batteremo affinchè la qualità dell’offerta sanitaria e la sua accessibilità non venga mai meno”.

 

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