
Le novità più importanti della legge, che resta improntata sul sistema proporzionale, sono:
l'abolizione del listino presidenziale e l'attribuzione del premio di maggioranza alle liste collegate al candidato proclamato eletto alla carica di Presidente della Giunta regionale, che ottengono almeno il 60% dei seggi del Consiglio, se il presidente ha conseguito più del 45% dei voti validi (ne ottengono almeno il 55%, se il presidente ha conseguito meno del 45%dei voti validi);
il sistema della doppia preferenza, in base al quale l'elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, ma, in questo caso, una delle due preferenze deve riguardare il candidato di genere femminile, pena l'annullamento della seconda preferenza;
la rappresentanza di genere, per cui in ogni lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati, pena la sua inammissibilità;
la rappresentanza di tutte le circoscrizioni elettorali: al fine di garantire la rappresentanza di tutto il territorio regionale, è garantita la presenza di almeno un consigliere per ogni circoscrizione elettorale.
Il Consiglio ha, altresì, approvato all'unanimità un sub emendamento proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private.
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