martedì 21 ottobre 2008

Commissione Rifiuti - IL VERBALE


CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA

VII COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE

Seduta del giorno 7 Ottobre 2008

Inizio lavori ore 12.00

PRESIDENTE: Diamo inizio ai lavori della Commissione. Metto in votazione il verbale della seduta precedente. E’ approvato all’unanimità.

A seguito di un’audizione fatta dalla Commissione, su sollecitazione di alcuni Consiglieri regionali, che riguardava l’individuazione di un sito di compostaggio nel beneventano, precisamente in località Cigola. Abbiamo ascoltato, in quell’occasione, i Comitati, i Consiglieri regionali e abbiamo pensato di attivarci in questo senso: inviare una nota al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore regionale all’ambiente perché è stato fatto un bando per finanziare questi impianti di compostaggio; in quell’occasione i comitati, gli amministratori, sollevavano problemi sull’idoneità o meno del sito. Abbiamo pensato, visto che da qualche settimana è stato approvato in Consiglio regionale il PTR, di mandare la nota per rappresentare agli Assessori regionali e a chi deve esaminare i progetti, di valutare se quel tipo di impianto è compatibile o meno con il PTR approvato dal Consiglio regionale. Sarei per mantenere aperta una discussione e vedere se quell’area, all’interno del PTR, può ospitare un impianto industriale di questo tipo. La lettera non ve la leggo perché contiene tutta una parte tecnica complicatissima, però, questo è un impegno che aveva preso la Commissione. Manderemo questa lettera all’Assessore e al Presidente della Giunta per dire: “fate attenzione, nell’approvare e finanziare impianti, guardate la compatibità con il nuovo strumento urbanistico approvato in Consiglio regionale. Anche se, tenete conto che qua si va in regime di deroga, però, credo che abbiamo il dovere di rappresentare questa cosa”.

La convocazione della riunione che ho voluto fare, a prescindere dalle disponibilità o meno dell’Assessorato, è scaturita dal fatto che la settimana scorsa abbiamo sentito parlare, il Presidente del Consiglio dei Ministri, di un quinto termovalorizzatore, quindi, mi sembrava opportuno - visto che il Consiglio regionale, ancora una volta, sui rifiuti in particolare, ma sui tanti settori viene visto ai margini di una qualsiasi ipotesi di pianificazione e di programmazione - convocare la Commissione, perché credo che sia arrivato il momento che la politica e i Consiglieri regionali inizino a dire la loro su tutto quello che è il piano dei rifiuti che sta portando avanti il Commissario di governo. Ci candidiamo, con cinque termovalorizzatori, a smaltire rifiuti di mezza Italia. Dobbiamo capire, se questa è la vocazione di questa Regione.

L’Assessore Ganapini mi diceva che non poteva ancora relazionare sul piano regionale perché è all’ordine del giorno della Giunta regionale. Dovrebbe essere approvato in una delle prossime sedute e solo dopo aver fatto quel passaggio in Giunta regionale si sente autorizzato a parlare del piano dei rifiuti.

La Giunta propone al Consiglio, poi la delibera viene in Commissione, la Commissione la può anche stravolgere in Consiglio regionale il piano, interviene su proposta della Giunta. Ha detto, da prime informazioni telefoniche: “per quanto mi riguarda, sul piano che stiamo portando avanti in Regione, basterebbe, per me, un termovalorizzatore e mezzo”. Credo che dovremmo rinviare, purtroppo, questo incontro, con almeno una sollecitazione al Presidente della Giunta regionale di approvare rapidamente la proposta della Giunta per mettere il Consiglio regionale nelle condizioni di intervenire rapidamente su tutta la pianificazione. Perché se ci arriva un piano e questi hanno pianificato tutto, appaltato, finanziato, mi pare pure ridicolo che siamo chiamati a ratificare una cosa già fatta senza avere la possibilità di intervenire.

Proporrei di inviare una lettera al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore Ganapini per sollecitarli a fare presto perché vogliamo dire la nostra. Io, personalmente, ho fatto un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore Ganapini per sapere che ne pensa. Ci sono tutta una serie di provvedimenti che contraddicono le scelte, ci sono tutta una serie di valutazioni, considerazioni e riferimenti che contraddicono tutto il piano industriale che sta facendo il Commissario. Quindi, diciamo: “Fateci capire qual è la vostra opinione, che cosa ne pensate”. Direi di sollecitare un po’ tutti perché abbiamo tutti noi quel senso di responsabilità.

Abbiamo accettato un po’ tutto quello che era il fronteggiare l’emergenza, anche se si pensava a qualcosa, ci è sembrato opportuno, in quella fase, non esternarle perché era una situazione particolare, il clima era quello che era, non c’era lo spazio per fare una discussione, credo che oggi sia arrivato il momento di essere messi a conoscenza di cosa vogliono fare. Come sapete, è da diverso tempo che intendiamo intervenire su questa materia, però, non abbiamo interlocutori.

ARENA: Voglio che venga verbalizzato che questo metodo di lavoro non ci può appartenere. Voglio partecipare a tutti i lavori delle commissioni, ma nella misura in cui ci si organizzi in un certo modo, perché non è possibile prevedere una Commissione alle ore 11.00 e un’altra alle 11.30, allora, chiedo al Presidente di farsi carico di questo problema. Non so se periodicamente c’è una riunione dei Presidenti delle commissioni o se è il caso, considerata anche la nota dell’Ufficio di Presidenza ricevuta da tutti noi qualche giorno fa, di far rilevare questo problema in Segreteria Generale e in Presidenza del Consiglio. Per quanto riguarda la problematica di cui parlava l’Assessore, è come abbiamo argomentato anche nella VI Commissione, lo scollamento esistente e aumenta sempre di più e a noi piace perché siamo, ormai, a fine legislatura, quindi, non è che questo scollamento dal Consiglio esecutivo venga eliminato - non ci siamo riusciti fino ad oggi, figuriamoci a fine legislatura -. Mi sembra riduttivo questo nostro ruolo di ratifica, esclusivamente di ratifica in ragione di una programmazione di quello che mette in campo l’Assessore, il quale, tra l’altro, per quanto riguarda la materia specifica, dovrebbe ascoltare noi tutti che rappresentiamo i territori. Questo non è un gioco! Non condivido nemmeno l’atteggiamento dell’Assessore il quale dice: “prima metto in campo una programmazione, dopodiché vengo in Commissione e in ragione della programmazione già fatta discutiamo!”. Di che discutiamo? Dovrebbe, innanzitutto, assumere quella che è l’intenzione della Commissione, dovrebbe assumere le notizie dei rappresentanti istituzionali che sono riferimento del territorio e, in funzione di ciò, poi, potrebbe o meno prendere in esame quella che è l’ipotesi concettuale della Commissione. Caro Presidente, la invito, se i colleghi sono d’accordo, a sollecitare un ennesimo incontro con l’Assessore il quale prima dica il da farsi, confrontandosi con la Commissione, perché lo strumento di collegamento tra il Consiglio e l’esecutivo è la Commissione.

PRESIDENTE: La materia è di competenza del Consiglio, però, la Giunta delibera la proposta, la procedura è su proposta della Giunta. L’Assessore potrebbe, prima di elaborare la proposta della Giunta, già fare un passaggio, ma teniamo conto che stiamo parlando di una materia di Commissariato, pure la Giunta si unisce.

ARENA: Se stai in maggioranza si tratta anche di partecipare a delle scelte, ma se occupi una posizione di minoranza metti in campo situazioni e quanto altro, altrimenti al pari del problema delle comunità montane, la maggioranza presenta gli emendamenti, poi accade che c’è un conflitto all’interno del Consiglio e si ritirano gli emendamenti. Non mi sembra questo il modo giusto di operare. Prendo atto di questo. Penso che l’Assessore farebbe prima di mettere in campo delle scelte, che hanno un significato notevole sul territorio, a fare una chiacchierata con chi rappresenta il territorio: cioè con la Commissione.

STELLATO: Il piano di gestione dei rifiuti attualmente è di competenza commissariale. Avevamo una prima scadenza normativa che era quella prima dell’estate, poi vi è stata una proroga, quindi, la competenza del piano dei rifiuti dovrebbe essere quella di ordine commissariale. Credo che il punto centrale, sul quale dobbiamo cercare di farci sentire - dobbiamo essere anche interlocutori con la Giunta - è quello di rendere compatibili queste disposizioni del piano di gestione dei rifiuti con le norme della nostra legge regionale perché quello che non riescono ancora a comprendere, fermo restante anche l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale, è quello che riguarda l’aspetto marginale, il carattere organizzativo, il piano della legge. Credevo che fosse un’iniziativa più ampia, se è questa l’impugnativa, riguarda solamente una norma relativa a tre punti. Mi sembra che l’impianto normativo, nella sua sostanza non sia stato neanche impugnato dagli organi che ne avrebbero avuto legittimazione. Da un punto di vista concreto come facciamo a rendere compatibili quelle disposizioni della legge n. 4 del 2007 con un piano dei rifiuti che sostanzialmente ha superato la provincializzazione, ha creato degli accorpamenti provinciali? Parlo come esponente del territorio casertano che si è visto derogato, rispetto al principio della provincializzazione, in un accorpamento con un consorzio unico. Esiste una questione aperta per quanto riguarda la gestione effettiva della tematica dei rifiuti, con comportamenti assolutamente altalenanti, anche da parte di funzionari che sono stati incaricati della gestione transitoria della vicenda de qua.

Su tutto, questo atteggiamento assumiamo come Consiglio, come Commissione e come Giunta? Dobbiamo attendere che siano altri a decidere come gestire il territorio anche in materia dei rifiuti per poi intervenire, se si sta bene, se non si sta bene e iniziare tutto daccapo? Per quanto riguarda la vicenda relativa alle competenze, abbiamo delle strutture che sono state assorbite dai consorzi unici provinciali, per Caserta e Napoli, dal consorzio unico biprovinciale Napoli – Caserta. Questi consorzi non erano nati per volontà di soggetti privati o per volontà di soggetti amministrativi, cioè per volontà dei comuni, erano nati come consorzi obbligatori in base ad una legge regionale, questi consorzi obbligatori avevano strutture, avevano mezzi, avevano dotazioni organiche, oggi come oggi arrivano una serie di comunicazioni con le quali addirittura si autorizzano i comuni, nelle more, ad attivarsi per la raccolta differenziata o addirittura ad agire in via autonoma. Ci rendiamo conto che questo è assolutamente assurdo? I comuni che oggi sono membri dei consorzi, che hanno i cantieri che interfacciano sui consorzi, vengono indirettamente autorizzati a gestire servizi paralleli rispetto a quelli dei consorzi, possibilmente con nuovi oneri e nuove assunzioni, senza che vi sia una normativa transitoria di raccordo. Credo che questo sia un fenomeno allucinante al quale stiamo assistendo in maniera assolutamente passiva. Come Commissione chiedo al Presidente di scrivere al Commissario Straordinario, al Sottosegretario per l’emergenza rifiuti per capire, da un punto di vista transitorio, come ci dobbiamo regolare; le amministrazioni pubbliche, in relazione alle dotazioni materiali e personali che erano le loro, perché i consorzi altro non erano che la somma delle partecipazioni dei comuni, come si devono comportare? I rapporti con il personale come devono essere gestiti? I rapporti con le impiantistiche come devono essere gestiti? Abbiamo dei consorzi che al loro interno avevano l’impiantistica completa, gestivano: impianti di compostaggio, discariche, impianti di CDR. C’era una filiera che sostanzialmente esisteva all’interno di un medesimo territorio, oggi come oggi, una volta sciolti i consorzi e una volta lasciata via libera, sia pure con atti che non hanno contenuto normativo, ai singoli comuni, la situazione del domani quale sarà? Quando avremo ereditato, come Regione Campania, uno sconquasso totale per mancanza di raccordo tra normativa definitiva e normativa emergenziale, che cosa ci troveremo? Quale sarà il costo dei nostri rifiuti, indipendentemente da ogni altra considerazione? Considerato che i comuni, se si attiveranno con le società miste andranno a fare nuove assunzioni, i costi di gestione quali saranno? Il personale dei consorzi sia di cantiere che di carattere amministrativo che fine farà? Avevamo previsto, con l’articolo 32 bis della legge 4 del 2007 che le dotazioni organiche passavano al nuovo soggetto gestore, quindi, avevamo, in qualche modo, individuato anche una disciplina transitoria, ancorché generica, che, in qualche modo, prevedeva quello che dovrebbe succedere per i singoli rapporti. In regime emergenziale, tutto ciò che si verifica oggi come si andrà a posizionare domani? Il 152 prevedeva uno sbarramento temporale per il riconoscimento dei rapporti di lavoro. L’articolo 32 bis, in qualche modo, cercava di sanare o cercava di dare un’interpretazione più elastica anche per i periodi successivi purché vi fosse un’esigenza e una copertura. Se accanto a quella posizione andiamo ad accomunare posizioni e situazioni nuove che si stanno realizzando adesso, ma la gestione, domani, dei rifiuti, come sarà possibile? Quali saranno i costi che i nostri cittadini dovranno pagare? La gestione commissariale si sta attivando per comprendere quelli che sono i rapporti con i singoli soggetti che hanno preso dei servizi? Perché a me sembra, obiettivamente, molto anomalo che abbiamo una situazione deficitaria a livello di gestione dei rifiuti. Se non ricordo male, il costo della gestione dei rifiuti è a integrale carico dei cittadini salvo che le amministrazioni non decidono di partecipare, con una propria quota di risorse, al pagamento della TARSU nei confronti dei soggetti che ne sono percettori per consentire un abbassamento del pagamento nei confronti dei cittadini stessi. Se il costo del servizio è un costo a copertura integrata, com’è possibile che vi siano dei buchi all’interno delle amministrazioni consortili? I buchi si realizzano perché vi sono degli omessi pagamenti da parte dei soggetti che hanno usufruito dei servizi. Allora si vuole prendere mano, da parte di chi è subentrato rispetto ai consorzi, superata la pregiudiziale di carattere politico, ad attivarsi per i recuperi nei confronti dei comuni inadempienti o vogliamo continuare nelle omissioni gravi che si sono poste in essere fino ad oggi da parte di chi gestisce i consorzi? Mi si vuole spiegare qual è la ragione per modificare strutturalmente l’assetto precedente che si basava sulle amministrazioni consortili? Posso anche essere d’accordo che si debba procedere ad un piano rifiuti che preveda funzioni, attività e competenze diverse, ma si deve chiarire, in maniera specifica, quali sono le competenze differenziali tra comune, soggetto unico gestore e qual è la differente conseguenza inerente al pagamento della tariffa che in parte andrà a chi gestisce il servizio x ed in parte andrà a chi gestisce il servizio y, ma noi abbiamo bisogno di linee guida chiare, perché noi delle indicazioni le avevamo date. Il nostro piano, se lo dovessimo approvare non sarebbe operativo perché siamo in regime d’emergenza, ma dobbiamo capire l’emergenza domani a cosa ci porterà, perché ho l’impressione che questa emergenza e questa gestione, al di là delle propagande televisive, di risoluzione nel problema dell’emergenza rifiuti, sia frutto di un’estrema finzione che diamo in pasto all’opinione pubblica senza aver affrontato, seriamente, alcun problema di situazione dei rifiuti.

Siamo al palo nell’impiantistica, siamo al palo nella programmazione, siamo al palo nella soluzione di problemi di carattere transitorio, ma queste cose ce le vogliamo dire tra di noi e poi affrontarle anche in un discorso con la Giunta oppure no? Se non abbiamo una risposta concreta in un arco temporale corretto, questi argomenti, se non se ne fa carico la Commissione, saranno oggetto di interrogazione regionale e parlamentare a raffica, perché stiamo distruggendo, in questa fase, un territorio, ancor di più di quanto non abbiano fatto i consorzi nella loro scellerata gestione. Stiamo continuando nella non amministrazione e nella non risorse del problema rifiuti.

O ci rimbocchiamo le maniche e nel raccordo tra Giunta e Sottosegretariato si affronta il problema in vista della normalizzazione che deve essere l’obiettivo ultimo oppure credo che stiamo avallando un meccanismo di gestione che è assolutamente contrario alla Regione Campania e stiamo consentendo l’inserimento di meccanismi di disturbo rispetto alla razionale gestione del rifiuto che potranno addirittura portare a diventare la Regione Campania il ricettacolo dell’immondizia di più regioni d’Italia. Mi auguro di poter dire “di più regioni d’Italia” e non dell’intera nazione. Perché se partirà la differenziata, se la quantità di residui sarà ridotta, mi domando: 5 termovalorizzatori a cosa serviranno? A gestire che cosa? Quali rifiuti? Veramente vogliamo scherzare? Servono 5 termovalorizzatori per le ecoballe? Fateci vedere i numeri! Vogliamo vedere i numeri! Una programmazione dignitosa e seria passa attraverso i numeri e noi i numeri non li teniamo, abbiamo bisogno di chiarire. La richiesta che avanzo al Presidente della Commissione è di farsi carico, oltre alle cose che sono state già dallo stesso riferite e che da noi vengono sottoscritte, di chiedere, specificamente, alla Giunta e al Sottosegretariato, di farci conoscere qual è lo stato dell’arte, quali sono i numeri, statisticamente rilevati, in presenza di rifiuti in Regione Campania; quali sono, numericamente, le previsioni di necessità di impiantistiche che siano di termovalorizzatori o di altra natura; quali sono le norme che ci porteranno alla normalizzazione in relazione ai rapporti pendenti, perché non ci dimentichiamo che quei rapporti pendenti riguardano pubbliche amministrazioni e riguardano le regioni, perché se le amministrazioni vanno a carte e quarantotto, comunque, qualcuno che è il responsabile del settore rifiuti ne pagherà le conseguenze. Quindi, abbiamo bisogno anche di una chiarezza normativa per quanto attiene la disciplina transitoria e abbiamo bisogno di capire se questo piano che si vuole realizzare è un piano che è in sintonia con la legge 4 oppure no, perché se non è in sintonia con la legge 4 e prevede situazioni assolutamente differenti, dobbiamo capire perché si è verificato questo e, specificamente, perché si è verificato l’accorpamento in un unico consorzio transitorio delle province di Napoli e Caserta. Vogliamo le ragioni tecniche, perché non è possibile che tutte le province abbiano avuto comunque un riconoscimento relativo all’opportunità di gestione che, tutto sommato, è in linea con la legge n. 4 e ciò non si sia verificato, invece, per Caserta che, comunque, è una provincia assolutamente autonoma, che ha al suo interno addirittura dei primi impianti per la catena di smaltimento. Abbiamo anche, a Santa Maria Capua Vetere, un CDR che è sempre stato utilizzato per rifiuti fuori provincia e avevamo impianti di discarica e impianti in realizzazione di compostaggio. Vogliamo capire qual è la ragione per cui Caserta viene accorpata a Napoli. Non mi si venga a dire: perché ci sono problemi di scioglimento o altro. Queste sono cose che si possono dire in televisione. Tecnicamente e normativamente voglio sapere perché si è fatta una scelta di questo genere e voglio chiarezza nella normativa transitoria. Questo chiedo che sia richiesto specificamente, non solo alla Giunta, ma anche al Sottosegretariato che oggi si occupa dell’emergenza rifiuti e ove necessario anche al Ministero degli Interni e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, perché oggi questa vicenda è una vicenda che non è solo casertana o campana, ma è una vicenda che riguarda tutta la filiera istituzionale. Non faccio differenza, chi è Presidente del Consiglio dei Ministri, non ha colori, amministra uno Stato, anche se eletto da una maggioranza, ma amministra i problemi dello Stato e li deve risolvere in maniera corretta, al di là della demagogia e al di là delle facili campagne elettorali.

Chiedo che sia fatto questo altrimenti me ne farò carico personalmente.

PRESIDENTE: Abbozzeremo una lettera da inviare al Sottosegretario, al Presidente della Giunta regionale, direi anche ai parlamentari della Campania, per conoscenza, la metteremo in approvazione sulla prossima seduta, perché è una lettera abbastanza articolata.

E’ opportuno metterli in mora rispetto ad un modo di gestire questa situazione, anche se dobbiamo prendere atto che ci sono delle lentezze.

Lo strumento del Commissario di Governo va nella direzione di non chiudere definitivamente l’emergenza rifiuti, quindi, consegnare alle istituzioni regionali, alla Regione, alle province. C’è anche una grossa parte di responsabilità di una parte consistente della politica regionale a partire anche dal Presidente della Giunta regionale che non fa sentire la voce, non tutela abbastanza l’interesse dei cittadini della Regione Campania. Ci aggiorniamo su questo argomento cercando di avere, la prossima volta, la presenza del Governo a questa riunione. Predisporremo sicuramente una nota così come richiesta dal collega Stellato.

Se i problemi ci sono, dobbiamo almeno dire la nostra e far sentire la nostra voce.

La seduta è tolta.

I lavori terminano alle ore 12.35



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