martedì 8 luglio 2008

Unità per il Pd



Dopo l’appello del Presidente della Provincia Sandro De Franciscis all’unitarietà del Partito Democratico, a pochi giorni dal Congresso Provinciale, in molti adesso invocano un’unità per la riorganizzazione del partito.

Credo di non sbagliare quando affermo che ho lanciato un appello all’unità nel partito già da tempo, in periodo non sospetto”.

Il Consigliere regionale Peppe Stellato non è meravigliato dal germogliare di dichiarazioni che invocano alla coesione.

Non si può gridare all’unità però senza costruire prima. L’avevamo affermato in partenza, l’unità si costruisce con coerenza. Dobbiamo ovviamente tendere all’unità con tutti gli sforzi e l’impegno possibile, ma questa si realizza quando si prende coscienza che comunque esistono posizioni differenziate che vengono vissute, all’interno del gruppo con dignità e tutte possano trovare il punto di riferimento nel Segretario Provinciale.

Mi spiego meglio, un partito che rappresenta almeno 130mila persone in provincia di Caserta è un contenitore enorme di posizioni ed espressioni, è impossibile pensare che si riuniscano tutte in un’unica posizione ma quella varietà deve e può trovare armonia. La sintesi unitaria è la nostra massima aspirazione ma questa non significa l’abbattimento delle differenze, che devono restare per dare ricchezza ma devono anche trovare il giusto equilibrio attraverso l’uomo sintesi.

Come ho detto altre volte, l’attuale frammentazione interna al Pd, non agevola azioni di concerto ed ovviamente i risultati stentano ad arrivare. Nella nostra provincia in particolare, per i problemi ad essa connessi, è necessaria un’azione concorde fra tutte le forze attive interne al partito. Al momento è necessario un forte impegno che sia collegato ad una politica complessiva di rilancio del territorio, sia a livello provinciale che locale. Come ho già chiarito in altre occasioni, ritengo che la tensione unitaria e l’unificazione del partito, sia pur nel rispetto delle diverse anime, sia un valore notevolissimo, l’unico attraverso il quale si possa avere una politica di vera programmazione.

Non credo dunque siano necessari nuovi strumenti operativi o gestionali, come suggerito altrove, anche se la loro realizzazione, ove politicamente supportata, non può non costituire importante veicolo di crescita. Credo invece che si stia cercando anche, condividendo le regole congressuali, di costruire una tendenza unitaria che dia spazio ai diversi mondi che compongono il partito democratico. In tale direzione, proprio la parte moderata potrebbe costituire l’elemento dialogante, soprattutto in provincia di Caserta”.

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